LO SAI CHE...
su ACQUALATINA è CROLLATO L’INFAMANTE CASTELLO ACCUSATORIO
D’Arco così ci riferisce: “Dalla Regione una reazione politica disperata e incompetente“. Dopo un anno di feroci attacchi politici e mediatici strumentali, sfociati poi in provvedimenti giudiziari gravissimi adottati della Procura di Latina, prima il Tribunale del Riesame e poi la Suprema Corte di Cassazione hanno totalmente demolito l’impianto accusatorio e sancito definitivamente la correttezza della gestione del Servizio Idrico Integrato dell’ATO 4 da parte della società mista Acqualatina Spa. A fronte di tali decisioni la stessa Procura della Repubblica di Latina ha dovuto avviare, conseguentemente, le procedure d’archiviazione del “caso Acqualatina “.
In questo quadro, invece di prendere finalmente le distanze dai continui tentativi di costruire un clima di scandalo, il centrosinistra regionale con a capo il Presidente Marrazzo e l’Assessore all’Ambiente Zaratti reagisce in maniera assurda, indecente, disperata facendo circolare in anteprima, solo per alcuni giornali scandalistici specializzati, l’esito di una presunta inchiesta amministrativa regionale che sarebbe stata avviata nel gennaio dello scorso anno, quasi due anni fa, le cui argomentazioni lette sui giornali appaiono davvero impregnate da incompetenza giuridica e amministrativa e da una impressionante miseria istituzionale e politica.
Con perfetto tempismo, mentre la stessa Procura di Latina procede all’archiviazione definitiva della vicenda giudiziaria, la Regione parte, lancia in resta, straparlando “di gravi irregolarità e di illegittimità nella gestione del servizio idrico integrato” da parte di Acqualatina e di ATO 4, con toni assurdi, che oltre ad essere calunniatori ed offensivi nei confronti dei vertici manageriali ed amministrativi del territorio pontino, gettano discredito sul servizio pubblico e sulle istituzioni ad esso preposte.
Se è così, con queste azioni minatorie e propagandistiche, che Marrazzo ed il centrosinistra regionale intendono aprire la campagna elettorale a Latina siamo davanti a mesi veramente bui.
La verità è che la sentenza definitiva della Corte di Cassazione ha spiazzato molti, smontando le infamie contro il management di Acqualatina, facendo emergere clamorosamente anche la pochezza e la subalternità politica e culturale del PD locale nei confronti degli ideologismi più arcaici rappresentati dai movimenti estremistici della sinistra estrema provinciale e regionale, mettendo in ridicolo le iniziative di fiancheggiamento messe in atto negli ultimi mesi dalla Regione Lazio.
La Giunta regionale di centrosinistra, pur avendo tutti gli strumenti per svolgere un ruolo positivo e propulsivo nell’attuazione della “ legge Galli “, ha saputo soltanto fomentare e cavalcare demagogicamente i disagi sociali guidati ad arte dai gruppuscoli dell’estrema sinistra, contraddicendo palesemente gli stesi programmi nazionali del PD sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici ed imbrogliando così anche i propri elettori.
Stendere un velo pietoso sarebbe la cosa migliore da fare, ma resta il fatto che questa vicenda purtroppo, ancora una volta, ferisce gravemente la dignità di molte persone perbene e ritarda, ma forse lo si vorrebbe addirittura bloccare, il processo di riforma e di ammodernamento di un servizio pubblico delicato come quello idrico che, in provincia di Latina, ha comunque rappresentato una delle migliori esperienze praticate in Italia.
Qui sono state sperimentate e avviate concretamente azioni a favore dei ceti sociali più deboli e attivati progetti innovativi. Qui sono state attivate forme di partecipazione e modelli di “governance” condivisi dalle istituzioni locali e dalla stragrande maggioranza delle Associazioni dei Consumatori che hanno portato la Provincia di Latina, tra le prime in Italia, alla costituzione d’importanti organismi di controllo democratico quali la Consulta provinciale dei Consumatori, il Tavolo di Conciliazione e l’OTUC ( Organismo di Tutela degli Utenti e Consumatori ). Proprio grazie a queste collaborazioni sinergiche la Conferenza dei Sindaci dell’ATO 4 si accinge ad approvare, nei prossimi giorni, sia la nuova Carta dei Servizi per gli utenti che le modifiche migliorative al Regolamento del Servizio Idrico Integrato.
Alla luce di una vicenda giudiziaria già di per sé imbarazzante e dei fatti concreti e oggettivi il PD Provinciale, il Presidente Marrazzo e l’Assessore Zaratti farebbero bene a cambiare registro, modificando radicalmente i loro atteggiamenti personali e politici nei confronti della Provincia di Latina e dell’esperienza di Acqualatina.
La battaglia politica, giusta e legittima, si combatte con le armi della politica, con proposte e idee alternative e non per scorciatoie giudiziarie o scandalistiche.
Occorre farsene una ragione; la vicenda d’Acqualatina dovrebbe essere un insegnamento davvero emblematico per tutti !
Silvio D’Arco
(Assessore alla Tutela dei Consumatori – Provincia di Latina )
D’Arco così ci riferisce: “Dalla Regione una reazione politica disperata e incompetente“. Dopo un anno di feroci attacchi politici e mediatici strumentali, sfociati poi in provvedimenti giudiziari gravissimi adottati della Procura di Latina, prima il Tribunale del Riesame e poi la Suprema Corte di Cassazione hanno totalmente demolito l’impianto accusatorio e sancito definitivamente la correttezza della gestione del Servizio Idrico Integrato dell’ATO 4 da parte della società mista Acqualatina Spa. A fronte di tali decisioni la stessa Procura della Repubblica di Latina ha dovuto avviare, conseguentemente, le procedure d’archiviazione del “caso Acqualatina “.
In questo quadro, invece di prendere finalmente le distanze dai continui tentativi di costruire un clima di scandalo, il centrosinistra regionale con a capo il Presidente Marrazzo e l’Assessore all’Ambiente Zaratti reagisce in maniera assurda, indecente, disperata facendo circolare in anteprima, solo per alcuni giornali scandalistici specializzati, l’esito di una presunta inchiesta amministrativa regionale che sarebbe stata avviata nel gennaio dello scorso anno, quasi due anni fa, le cui argomentazioni lette sui giornali appaiono davvero impregnate da incompetenza giuridica e amministrativa e da una impressionante miseria istituzionale e politica.
Con perfetto tempismo, mentre la stessa Procura di Latina procede all’archiviazione definitiva della vicenda giudiziaria, la Regione parte, lancia in resta, straparlando “di gravi irregolarità e di illegittimità nella gestione del servizio idrico integrato” da parte di Acqualatina e di ATO 4, con toni assurdi, che oltre ad essere calunniatori ed offensivi nei confronti dei vertici manageriali ed amministrativi del territorio pontino, gettano discredito sul servizio pubblico e sulle istituzioni ad esso preposte.
Se è così, con queste azioni minatorie e propagandistiche, che Marrazzo ed il centrosinistra regionale intendono aprire la campagna elettorale a Latina siamo davanti a mesi veramente bui.
La verità è che la sentenza definitiva della Corte di Cassazione ha spiazzato molti, smontando le infamie contro il management di Acqualatina, facendo emergere clamorosamente anche la pochezza e la subalternità politica e culturale del PD locale nei confronti degli ideologismi più arcaici rappresentati dai movimenti estremistici della sinistra estrema provinciale e regionale, mettendo in ridicolo le iniziative di fiancheggiamento messe in atto negli ultimi mesi dalla Regione Lazio.
La Giunta regionale di centrosinistra, pur avendo tutti gli strumenti per svolgere un ruolo positivo e propulsivo nell’attuazione della “ legge Galli “, ha saputo soltanto fomentare e cavalcare demagogicamente i disagi sociali guidati ad arte dai gruppuscoli dell’estrema sinistra, contraddicendo palesemente gli stesi programmi nazionali del PD sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici ed imbrogliando così anche i propri elettori.
Stendere un velo pietoso sarebbe la cosa migliore da fare, ma resta il fatto che questa vicenda purtroppo, ancora una volta, ferisce gravemente la dignità di molte persone perbene e ritarda, ma forse lo si vorrebbe addirittura bloccare, il processo di riforma e di ammodernamento di un servizio pubblico delicato come quello idrico che, in provincia di Latina, ha comunque rappresentato una delle migliori esperienze praticate in Italia.
Qui sono state sperimentate e avviate concretamente azioni a favore dei ceti sociali più deboli e attivati progetti innovativi. Qui sono state attivate forme di partecipazione e modelli di “governance” condivisi dalle istituzioni locali e dalla stragrande maggioranza delle Associazioni dei Consumatori che hanno portato la Provincia di Latina, tra le prime in Italia, alla costituzione d’importanti organismi di controllo democratico quali la Consulta provinciale dei Consumatori, il Tavolo di Conciliazione e l’OTUC ( Organismo di Tutela degli Utenti e Consumatori ). Proprio grazie a queste collaborazioni sinergiche la Conferenza dei Sindaci dell’ATO 4 si accinge ad approvare, nei prossimi giorni, sia la nuova Carta dei Servizi per gli utenti che le modifiche migliorative al Regolamento del Servizio Idrico Integrato.
Alla luce di una vicenda giudiziaria già di per sé imbarazzante e dei fatti concreti e oggettivi il PD Provinciale, il Presidente Marrazzo e l’Assessore Zaratti farebbero bene a cambiare registro, modificando radicalmente i loro atteggiamenti personali e politici nei confronti della Provincia di Latina e dell’esperienza di Acqualatina.
La battaglia politica, giusta e legittima, si combatte con le armi della politica, con proposte e idee alternative e non per scorciatoie giudiziarie o scandalistiche.
Occorre farsene una ragione; la vicenda d’Acqualatina dovrebbe essere un insegnamento davvero emblematico per tutti !
Silvio D’Arco
(Assessore alla Tutela dei Consumatori – Provincia di Latina )
